giovedì 3 febbraio 2011

Cristal o Bucanero

Mi meraviglia ogni volta che "passo" per l'isola di Cuba, come sia facile rendere felici le persone in maniera facile e sbrigativa. Quando si entra in qualche locale in Italia si ha sempre più la tendenza a ricercare il particolare che renda il locale unico, magico, in poche parole, trendy. Se ne osservano gli arredamenti, le luci, la gente che lo frequenta, la musica che "suonano", e ultimo ma non meno importante, soprattutto per chi ne fa largo uso, come vengono servite le bibite. Mi capita molto spesso di entrare in qualche locale in cui le donne cominciano ad ordinare dei megabeveroni dai nomi più strampalati che vengono prontamente serviti su enormi coppe di cristallo ghiacciate, adornate con della frutta esotica coloratissima. Questi cocktails fanno andare via di testa le donne, dopo solo 2 coppe la loro euforia comincia ad arrivare a livelli altissimi e mentre tengono le coppe in mano, si aggirano per il locale sentendosi delle dive, delle pin-up del locale. Il tutto, dopo aver pagato 8-9 euro per un misero bicchiere di ghiaccio, un goccio di liquore e una spruzzata di analcolico, coca fanta o quel che sia, rigorosamente alla spina. Tutto questo ai miei occhi sembra particolarmente illogico. Eppure penso sia insindacabile quanto ho scritto. Vado in qualche disco e qualsiasi ragazza non manca di ordinare la solita Caipirinha, il solito Mojito e le varianti del caso...mi chiede se voglio assaggiare, rispondo di sì, assaggio...e il cocktail è già a metà, e mi accorgo che si è fatta appioppare un bicchiere di ghiaccio! Poi si aspetta che dia un giudizio al cocktail: o decido di passare da antipatico, realista, economista e le rispondo dicendole la verità: è un bicchiere di ghiaccio! o taglio corto e rispondo: "cazzo, è forte questo"! così se lo riprende in fretta e furia, se lo beve alla goccia e ne va ad ordinare un altro. e di solito mi gioco la seconda tra le due e funziona sempre! Ma perché cazzo si devono pagare 8-9 euro per un bicchiere di ghiaccio? 
Mi capita spesso (fortunatamente o meno) di poter gustare qualche drink nei luoghi dove i drink sono nati, allo stato brado. E questa è una cosa che veramente apprezzo. Prendo un esempio classico: il mojito a Cuba. Chi l'ha assaggiato sa di cosa parlo: un bicchiere semplicissimo, talvolta in qualche discoteca pure di plastica, gli ingredienti come da manuale - magari gli stessi che vengono usati in Italia, hierbabuena esclusa, ma con dosi giuste - in taluni locali anche a 1-2 euro. Non mi si venga a dire "sì ma sei a Cuba" perché non vuol dire un cazzo! Gli stessi cocktail me li faccio io a casa, con dosi e presentazione cubana, sono buoni, pure dissetano, pure imballano un po' e, se qualche ingordo non volesse farci la cresta, costerebbero anche in Italia molto ma molto meno. La microeconomia insegna però che finché la gente compra, il prezzo casomai aumenta, ma di certo non diminuisce. Per cui, ben contenti coloro che continuano a fare coda per entrare in disco (salvo venire rimbalzati dal bouncer di turno) e farsi narcotizzare da bicchieri di ghiaccio a 9€! A proposito, a Cuba la birra servita nei club è nazionale, e le birre prodotte sono due: quella "suave" - la Cristal, con lattina verde, e quella "fuerte", la Bucanero, 5,4° di alcool etichetta nera con l'effige del bucaniere, 1 euro in discoteca! La Beck's c'è, per chi non vuole avere nostalgia dell'Europa, ma costa ben 3€ o di più...



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